Danni alla salute

Le cause, i rischi, come monitorarlo

L’Organizzazione Mondiale della Sanità (WHO-OMS) ha inserito RADON nell’elenco delle 75 sostanze ritenute cancerogene per l’uomo, assieme al benzene, amianto, fumo di tabacco, ecc. La IARC (l’Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro) lo ha classificato nel gruppo 1.

Il principale danno per la salute (e l’unico per il quale si abbiano al momento evidenze certe) legato all’esposizione al Radon-222 è un aumento statisticamente significativo del rischio di tumore polmonare. Infatti, dopo il fumo di sigaretta, di gran lunga la causa più importante, studi epidemiologici mostrano che in Italia circa il 10% dei decessi annui per tumore al polmone sono attribuibili al gas Radon. Questa percentuale varia da regione a regione da 4% a 16%, in relazione ai livelli medi di concentrazione di Radon-222.

Tabella 1. Rischio di insorgenza del tumore comparato con altri fenomeni.

Le sostanze più pericolose per la salute sono i prodotti di decadimento del Radon. Queste sostanze vivono per tempi molto brevi, minuti o secondi, e decadono emettendo radiazioni (particelle alfa, beta o gamma). Al contrario del Radon, queste sostanze sono chimicamente ed elettricamente reattive, e possono essere introdotte all’interno dell’organismo attraverso il pulviscolo atmosferico e il vapore acqueo a cui si legano. Trasportati all’interno dell’apparato respiratorio, i prodotti di decadimento del Radon-222 raggiungono i polmoni, dove decadono emettendo radiazioni dannose per i tessuti. Quindi l’inalazione dei prodotti di decadimento del Radon-222 comporta il rischio di tumore ai polmoni e ai bronchi a causa dell’energia rilasciata in questa regione dalle radiazioni emesse durante il processo di decadimento. I danni, derivanti dalle radiazioni ionizzanti, sono numerosissimi e possono avere insorgenza immediata o tardiva; se le radiazioni colpiscono la cellula nel momento in cui è più vulnerabile, ovvero in cui il DNA è in fase di duplicazione, le strutture del nucleo sono dissolte e gli enzimi che assicurano l’integrità del materiale genetico non possono operare.

L’effetto macroscopico più vistoso della radioattività sulle cellule, quindi, è il rallentamento della velocità di riproduzione: ciò avviene sia con forti dosi istantanee, sia con l’esposizione prolungata a bassi livelli di radioattività. Gli organi sono particolarmente esposti perché superficiali, o scarsamente vascolarizzati, e smaltiscono con difficoltà gli effetti della contaminazione radioattiva.

Anche se il rischio è più legato ai prodotti di decadimento, è uso comune riferire il rischio direttamente al Radon-222. Il rischio aumenta linearmente al crescere della concentrazione e del tempo che si trascorre in presenza di elevate concentrazioni di Radon-222.